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Spesso si fantastica di mete lontane ed oltreoceano, senza renderci conto di tantissime meraviglie nascoste a pochi chilometri da noi. Lo Staff di Home Restaurant Hotel ha raccolto 5 mete di nicchia Made in Italy…

Spello, un gioiello dell’Umbria

«Spello, qual canto palpita nei petti…» recitava D’Annunzio

In Umbria in mezzo a colline ed uliveti si trova Spello, borgo di 8.000 abitanti e meta ideale per amanti dell’arte, della natura e della buona tavola.

La cittadina è un meraviglioso museo a cielo aperto in cui i reperti di origine romana si uniscono in perfetta armonia con le testimonianze medioevali. La parte inferiore del borgo è contornata per una lunghezza di due chilometri da un sistema di mura romane ancora intatte con tantissime porte di accesso sulla cittadina tra cui consigliamo una visita alla celebri “Porta Consolare” e “Porta Venere” con le sue torri di Properzio.

Passando un varco della città ed addentrandoci nelle viuzze e stradine medievali, si può ammirare il bellissimo Palazzo Comunale. Risalente al 1200 e perfettamente conservato, oggi ospita l’archivio storico, l’archivio notarile ed è sede della nota “Accademia di Studi Costantiniani”.

Proseguendo la visita si incontra la chiesa della Collegiata di Santa Maria Maggiore. La sua costruzione iniziò nell’undicesimo secolo su quello che già era un tempio pagano dedicato a Giunone, e fu completata nel 1200.

Ogni anno a Spello, tra maggio e giugno, si celebra l’Infiorata del Corpus Domini. Un’antica tradizione durante la quale il centro della cittadina è ricoperto di fiori tanto da essere rinominata la “Capitale dei fiori”. In occasione dell’evento, le vie di Spello sono decorate con quadri di ispirazione biblica realizzati con migliaia di fiori freschi

San Leo, la Rocca che domina le colline emiliane

“La più bella città d’Italia” secondo Umberto Eco è proprio San Leo, un antico borgo medioevale in provincia di Rimini.

Oggigiorno San Leo è una tranquilla cittadina ma in passato è stata una straordinaria fortezza militare che ha provato ad imporsi sul Montefeltro e sulla valle del Marecchia. Fino al 2009 San Leo faceva parte della regione delle Marche, ma in seguito a un referendum gli abitanti della cittadina hanno scelto di far parte della provincia della vicina Rimini. Anticamente, la rocca su cui sorge il borgo era sempre stata considerata sacra, ma i romani iniziano a insediarsi nella zona solo intorno al IV secolo. Il nome attuale è stato ereditato direttamente da San Leone, arrivato dalla Dalmazia e stabilitosi nell’XI secolo proprio nel borgo.

Al centro storico si può accedere solamente attraverso un’unica strada scavata nella roccia. Consigliamo di arrivare a San Leo a piedi, facendo una bellissima passeggiata panoramica. Una volta varcata la Porta di Sopra si giunge nell’unica piazza di San Leo: Piazza Dante su cui affacciano il Palazzo della Rovere ed il Palazzo Nardini. La fontana della piazza è il cuore di San Leo ed è situata nell’esatto punto in cui nel Medioevo fu piantato l’albero della comunità, detto Olmo di San Francesco. Accanto alla fontana si trova la Pieve, la chiesa più antica di San Leo.

Proseguendo, meritano assolutamente una visita approfondita il Duomo di San Leone e l’imponente Torre Civica. Nonostante San Leo sia costellata di bellissimi edifici medievali, la regina indiscussa è la Fortezza.

La Fortezza di San Leo è costruita su uno sperone naturale di roccia viva.

I romani furono i primi a capirne l’importanza strategica e crearono una prima fortificazione che diventò successivamente oggetto di contesa tra Bizantini, Franchi e Longobardi. Quando Berengario II, l’ultimo re del regno longobardo, fu sotto assedio da parte di Ottone I di Sassonia nel 961 d.C.,  la fortezza di San Leo prese il ruolo di Capitale d’Italia. Dal 1631 la Fortezza diventò un carcere per “ospiti illustri”, tra i quali ricordiamo il patriota Felice Orsini e Cagliostro, pensatore alchimista e mago palermitano ritenuto figura scomoda. Oggi si può ancora visitare la cella chiamata “pozzetto”, una stanza di pochi metri in cui si accedeva solo attraverso una botola dal tetto della fortezza.

Gangi, il borgo siciliano più titolato d’Italia

Gangi è un borgo siciliano in provincia di Palermo arroccato sul Monte Barone alle pendici dell’Etna, detto anche il borgo più titolato d’Italia arrivando ad essere nominato Borgo dei Borghi nel 2014.

Il panorama di cui si gode dalla cittadina è mozzafiato. Arroccato sul Monte Barone e circondato da colline, sorge sulle rovine di un insediamento ellenico. Imboccando una piccola strada che conduce nel borgo ci si ritrova in un affascinante centro medievale contornato da mura. Gangi è stata completamente ricostruita nel 1300 a seguito della sua distruzione avvenuta durante la guerra del Vespro.

Il centro è tutto un susseguirsi di stradine che si inerpicano portando da un cortile all’altro delle case addossate tra loro e che si alternano con antiche chiese e palazzi signorili. La Piazza del Popolo è uno spettacolare belvedere da cui è possibile ammirare il centro di Gangi con la vallata sottostante e l’Etna che si staglia sul panorama. Un Castello imponente domina la cima della cittadina ma purtroppo non è accessibile essendo di proprietà privata.

Nesso, il ponte che ha affascinato Hitchcock

Nesso è un antico borgo in Lombardia adagiato su una sponda del Lago di Como.

Il paesino sorge nel punto in cui si uniscono i due torrenti del borgo: il Tuf ed il Nosè. I due torrenti nel congiungersi creano una tanto suggestiva quanto famosa cascata, “l’Orrido di Nesso”.

La gola naturale che divide in due il paesino regala ad abitanti e visitatori un incredibile spettacolo naturale.

Si ritiene che il nome del borgo sia di origine celtica, difatti “Ness” è la divinità celtica delle acque. Le tre torri del castello, purtroppo andato perduto, ed alcuni ponti sono diretta testimonianza delle origine romane di Nesso. In ogni caso il legame con l’acqua è sempre stato fondamentale per il borgo, durante il Medioevo la principale attività commerciale di Nesso era quella dei Mulini che sfruttavano la forza idrica naturalmente presente nel territorio.

L’Orrido è certamente l’attrazione principale ed il cuore di Nesso.

La cascatella si compone di 200 metri di gole ed incavi scavati dall’acqua, i visitatori ne possono seguire il corso percorrendo i 340 scalini che conducono fino al lago dove potrete passare sul Ponte della Civera. Questo ponte antichissimo è passato alle cronache per essere stato scelto dal regista Hitchcock come location per il primo dei suoi film, “Il labirinto delle passioni” del 1925.

Nesso è meta imperdibile per gli amanti della natura e delle escursioni all’aria aperta. Consigliamo di percorrere la Strada Regia che collega Como a Bellagio e che porta alla rinomata Grotta Masera.

Ravello, il gioiello della costiera

La città di Ravello sorge tra il IV e il VI secolo d.C. Nel IX secolo entrò a far parte della Repubblica Marinara di Amalfi. E’ ad Amalfi che Ravello deve il suo nome: quando Amalfi si ribellò ai Normanni, Ravello gli rimase fedele e per questo gli amalfitani chiamarono il borgo “Rebello” da cui Ravello.

Ravello divenne un importante attore commerciale del mediterraneo e fondò vere e proprie colonie dette Rue Ravellenium, raggiungendo tra il X e il XIII secolo il massimo splendore.

Oggi questa cittadina è diventata rinomata in tutto il mondo per le sue bellissime Ville diventate per lo più alberghi con vista mare e perfettamente integrati con la caratteristica architettura medievale del ducato amalfitano.

Tra le principali attrattive consigliamo una visita a Villa Cimbrone, diventata famosa per una scena nel film “La Principessa Sissi”. La villa in origine era un vasto podere restaurato da Nicola Mansi, un sarto di Ravello emigrato in Inghilterra. La Villa presenta elementi architettoni unici e custodisce opere d’arte ed oggetti rari da tutto il mondo.

Scrivici i tuoi consigli di viaggio per scoprire il meglio dell’Italia!

Author: Supporto HRH