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Home Restaurant Hotel da il Benvenuto a Selene e al suo Home Restaurant TSO Trattamento Salentino Obbligatorio… Ecco la sua intervista, buona lettura!

 

Raccontaci qualcosa di te e del tuo home restaurant: perché hai scelto di intraprendere questa attività?

 

Sono diplomata in lingue straniere e ho sulle spalle diversi corsi di modellismo di moda femminile e costumi teatrali.

Oltre alle più svariate esperienze lavorative giovanili, sono da 7 anni una Visual merchandiser professionista nel settore dell’arte della tavola. Ho vissuto a Milano fino allo scorso anno e per il mio lavoro ho viaggiato in tutta Italia conoscendo realtà di ogni genere fino a diventare responsabile Area di una grande azienda del settore, ma dopo 2 anni ho capito che la vita da dipendente non faceva per me e che i ritmi esagitati del Nord mi avrebbero prima o poi consumato.

Decido quindi di lasciarmi alle spalle quello stile di vita e di trasferirmi in Salento dove vive mia madre, titolare di un B&B di alto livello (Palazzo Bignami a Lecce) per aiutarla nell’attività di famiglia e seguire attivamente progetti di arredamento per nuove strutture.
La decisione si rivela felice già dal viaggio, durante il quale mi innamoro di un salentino doc, che mi ha legato ancor più a questa terra e alle sue tradizioni. Da qui l’idea dell’home restaurant, per la location che abbiamo allestito insieme così bene da volerla condividere con chi davvero apprezza e vuole conoscere questa terra antica e meravigliosa.

 

 

Quali sono le caratteristiche della tua cucina?

La mia cucina profuma di casa.
La mia esperienza comincia ai fornelli delle mie adorate nonne (una calabrese e una pugliese) che mi hanno insegnato fin da bambina l’amore per il buon cibo, il valore della tradizione e mi hanno tramandato, insieme alle tecniche di preparazione, l’importanza di mettere amore e cura in ogni piatto. Valori che ho ritrovato anche nella nuova famiglia che tutt’ora ogni giorno mi istruisce sui segreti della cucina tipica salentina. In un anno qui, ho imparato nuovi formati di pasta fresca, a cucinare verdure di cui non avevo mai saputo l’esistenza e soprattutto il valore del tempo; quello delle preparazioni più laboriose, della lievitazione del pane e sopratutto quello della tavola, un momento di pace e condivisione che, nei ritmi frenetici di Milano avevo pressoché dimenticato. I miei menù sono stati studiati appositamente per far conoscere ad altri, come ho fatto io, il gusto di questa terra e composti secondo la “crianza” salentina.

Padrone ne sono quindi le ricette più tipiche, partendo dalla pasta fresca, regina della Domenica, ai piatti più poveri della terra, come le fave nette&cicureddhe.

 

 

 

Un piatto caratteristico che un cliente di fuori deve necessariamente assaggiare per comprendere a pieno la tua cucina?

 

Consiglio sicuramente la pasta fresca in tutte le sue declinazioni e i secondi tipici e golosi come la pitta di patate.

 

 

Cosa ne pensi del km0 e della cucina tipica locale?

 

Sono una fautrice del km0, uno dei motivo per cui ho voluto trasferirmi è proprio il sapore dei prodotti di stagione che a Milano nella grande distribuzione è inesistente. Le piccole realtà come questa permettono invece una filiera corta ed è mia intenzione creare una rete di fornitori in tal senso per promuovere le piccole realtà che come la mia che hanno bisogno di sostegno e visibilità.
La cucina tipica che desidero rappresentare si lega perfettamente al concetto poiché si fonda appunto sulla stagionalità del prodotto e sulla “crianza salentina” una serie settimanale di piatti della tradizione ben precisa e calibrata, un vero VADE MECUM dello slow food e della dieta mediterranea.

 

 

 

Una riflessione sul ruolo degli home restaurant nel sistema turistico italiano. Quali sono le criticità e le potenzialità?

 

Ho notato, informandomi per questa attività, grandi lacune nella regolamentazione italiana. Suppongo sia per l’estrema innovazione dell’iniziativa, difficilmente regolabile per sua stessa natura. Le potenzialità sono però altissime, per la novità che racchiude e per i tempi in cui viviamo, nei quali il distanziamento sociale, già prima del Covid, era una realtà incalzante. Cenare in un Home Restaurant è per me come andare a casa di amici, un luogo caldo e intimo dove poter consumare un pasto con tutti i crismi di un buon servizio, ma esclusivamente dedicato. Una vera e propria coccola per il gusto e lo spirito.

 

 

Parliamo di social media: quali sono i risultati in termini di immagine e di redditività che possono portare i vari social media? Se hai un profilo con la tua attività: gestisci direttamente l’account e quanto tempo richiede la gestione di questa attività social?

 

Ho creato un sito ad Hoc. per poter spiegare al meglio la proposta che ho in mente e mi cimenterò nel creare profili in ogni social per la promozione dell’attività che seguirò personalmente vista l’immediatezza di questi mezzi di cui non si può, a quanto pare, far più a meno.

 

 

 

Se oggi avessi la possibilità di regolamentare l’attività di home restaurant, come struttureresti le varie questioni fiscali, di agibilità dell’immobile e quelle igienico-sanitarie?

 

Credo fermamente, per il carattere particolare dell’attività, che non si possa imbrigliare troppo nella burocrazia. Consiglierei sicuramente un percorso di formazione sulla manipolazione degli alimenti studiato apposta, soprattutto nel costo della formazione, troppo oneroso per chi intraprende un percorso simile.

 

 

 

 

 

Molti sostengono che gli home restaurant possono rappresentare una concorrenza sleale nei confronti dei ristoranti, cosa ne pensi? 

 

A parte la somministrazione di un pasto le differenze sono abissali. In primis l’apertura è discontinua e non esiste un menù á la carte. È sostanziale poi l’atmosfera, così privata e intima rispetto a un normale ristorante.

 

 

Per te questa attività cosa rappresenta? Una passione, una fonte di guadagno primaria, un secondo reddito…

 

Prima di tutto una passione e il desiderio di mettermi sempre alla prova in nuove esperienze. La mia attività resta sempre il Visual merchandising e l’arredamento di interni.

 

 

Consigli per chi vuole avviare un’attività di home restaurant?

 

Di consigli ne chiederei io a voi visto che non ho ancora cominciato, ma sarei lietissima, appena mi metterò in marcia, di aiutare chi come me sta per intraprendere questo percorso.

 

 

Se potessi avviare un’attività di B&B collegata al tuo home restaurant lo faresti?

 

Purtroppo non ho a disposizione sufficiente spazio per ospitare e mi sarebbe quindi impossibile. Gradirei invece aggiungere il servizio di ristorazione al B&B di famiglia nei giorni di chiusura dell’Home Restaurant.

 

 

 

 

 

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Author: Sara Devoto

Ciao!