Partiamo con l’azione più importante: quella di abbandonare la paura. Se fino ad oggi vi siete chiesti verso quali problemi e pensieri si va in contro aprendosi un Home Restaurant signore e signori, cuoche e cuochi, rimanete sintonizzati su questo semplice articolo che vuole altresì spiegare e sdoganare in breve, alcuni concetti e alcuni criteri riguardanti il settore giuridico proprio degli home restaurant medesimi. Lo facciamo partendo dallo scorso anno quando ad aprile, appena passata la legge che avrebbe dovuto regolamentare gli Home Restaurant (piuttosto che tentare di distruggerli ), è arrivata netta e decisa la bocciatura dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato con un documento inviato direttamente al Ministero per lo Sviluppo Economico, al Ministero delle Finanze e a quello dell’Economia , oltre che alla Camera e al Senato. Secondo l’Autorità Garante queste norme sono limitative per gli utenti poiché non liberi di scegliere tranquillamente e per il contrasto con il diritto comunitario, visto che si prevedeva un limite di coperti “ingiustificato”( 500 annui- meno di 1 ospite e mezzo al giorno) e il solo utilizzo delle piattaforme online con l’obbligo di pagare anticipatamente la “prestazione” o il “servizio”, prima di averne usufruito. Ingiustificata è risultata anche la clamorosa esclusione dei B&B e delle case vacanze che non avrebbero potuto implementare la loro offerta servendo pranzi e cene ai loro

ospiti.

Ovviamente la firma che accompagna queste ,più che scontate, bocciature per le vergognose limitazioni è quella del presidente Giovanni Pitruzzella.
Il settore del social eating è cosi al riparo da interessi scorretti e deviati che ne volevano bloccare la crescita e lo sviluppo come forma di scambio, di conoscenza e soprattutto di occupazione. Molti imprenditori e semplici lavoratori in italia sono pieni di entusiasmo e voglia di fare, ma tra le fila nostrane c’è anche tanta paura e tanta diffidenza, create erroneamente dalla scarsa informazione che i media generalisti vi applicano sopra.Ma alla paura e alla diffidenza si risponde informandosi bene e correttamente e scoprendo appunto le numerose possibilità di questo universo. Stiamo parlando di un settore in continua crescita e che grazie alla galassia della sharing economy godrà sempre di profonda linfa vitale. Si tratta solo di condivisione. Chiunque può decidere di condividere il proprio spazio di casa con chi lo desidera e decidere la formula e la natura stessa che vuole dare alla sua nuova attività. Stesso discorso vale per chi , già presente nel settore, vuole ampliare la sua offerta perché ama cucinare e perché ha necessità di aumentare il suo lavoro. Il social eating è libero perché è condivisione, scambio, conoscenza, esperienza e quindi cultura; basta questo per capire che l’unico ostacolo da affrontare per cimentarsi in
Un home restaurant  è unicamente la paura di iniziare.