Siamo sempre alle solite! questa la reazione del giovane imprenditore Calabrese Gaetano Campolo Ceo e Founder di Home restaurant Hotel.   Ognuno che guarda la propria strada, che si cura il suo orticello senza pensare alla concorrenza leale e ad aiutarsi l’un l’altro.
Mi sembra ridicolo che gente come Cracco firmi una petizione contro gli Home Restaurant dichiarando che rovinano la buona cucina, quando fino a qualche mese fa sponsorizzava patatine.
Se il settore rischia l’impoverimento per qualche piatto fatto in casa, vuol dire che i problemi sono da ricercare altrove e non nella cucina in casa. Se un cuoco in casa rischia di rubare clienti ad uno chef stellato, vuol dire che questo chef non cucina così bene.
Il nocciolo della questione è che stiamo parlando di 2 attività completamente diverse. Da un lato abbiamo ristoranti che offrono cucina di qualità e piatti presentanti con  classe, dall’altro abbiamo cittadini che vogliono far conoscere la propria cucina e le proprie tradizioni.
Parlando di concorrenza sleale. Non mi sembra che quando i ristoranti hanno intossicato i clienti, o quando sono stati trovati topi nelle cucine, o le strutture erano troppo sporche (nonostante le regole restrittive in materia di somministrazione di cibi e bevande) abbiamo urlato “chiudiamo tutti i ristoranti”.
Gli Home Restaurant non rappresentano concorrenza sleale. Possono rappresentare una attività che incute timore ai ristoratori potendo rubare una fetta di mercato, ma rappresentano, indubbiamente, un’offerta alternativa e di valore per il turismo italiano. D’altronde negli altri paesi tali attività sono state accolte e vengono valorizzate perchè garantiscono un valore aggiunto al turismo. Quanti turisti vorrebbero provare le specialità della nonna o della mamma fatte in casa?
Le patatine di Cracco si trovano al supermercato, le polpette al sugo della nonna “no”, sono fresche e ricche di gusto, si possono assaporare solo in casa degustando il buon cibo fatto col cuore.
Detto ciò la stampa e gli chef possono esprimere liberamente il loro pensiero, noi non molleremo, lottiamo per il libero mercato e la concorrenza leale:
– antitrust con bollettino n. 13 del 10 aprile 2017 (AS1365) ci ha dato ragione, e dichiara palesemente che il DDL arenato al Senato appare idoneo a limitare indebitamente una modalità emergente di “offerta alternativa” del servizio di ristorazione;
– Parere del Ministero dell’Interno, esplicando che se svolta in un certo modo, l’attività di Home Restaurant può essere intrapresa;
Ma d’altronde nel nostro paese alcune “persone” solo per l’immagine che ricoprono si possono permettere di andare contro le autorità.

 

Author: Gaetano

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2 Comments

  1. Nicola lombardo 30 Maggio 2019 at 12:26

    Ho fatto l’assistente di volo per dieci anni negli anni 90,e ogni volta che si andava a Cuba era un must andare a mangiare l’aragosta nelle “case particolar” ora home RESTAURANT. Ti facevano aragosta in tutte le salse, con solo 10 dollari americani erano gli alberghi stessi a consigliarci la casa particular più vicina a prezzi molto competitivi ,per noi europei non erano niente 10 dollari americani,ma per loro era una grossa mano. i turisti ci andavano almeno una volta durante la loro vacanza . altro che concorrenza si era creato un percorso gastronomico, collaborando anche con gli alberghi. E sto parlando di Cuba di 20 anni fa circa.e non solo Cuba,in ogni posto in cui si andava ci si organizzava per andare ad assaggiare i piatti tipici nelle case.

  2. Maria chiaramonte 5 Giugno 2019 at 13:30

    Desidero ricevere notizie, sulle legalità in materia, esattamente se da pensionata posso intestare attività sporadica.

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