San Valentino è dunque arrivato. La parola d’ordine come sempre è “sorprendere ”il partner in quello che è conosciuto in tutto il mondo come il giorno degli innamorati. Seppure una parola d’ordine, la “sorpresa” secondo il 70% dei ristoratori è quasi tutta “last minute”. Sono tantissimi infatti gli indecisi o i ritardatari che si apprestano a fare la scelta fatidica solo nell’ora precedente l’inizio della serata. Un giro di affari, quello del santo più romantico del mondo, che secondo Fipe lo scorso anno ha superato gli oltre 200 milioni di euro, con più di 5 milioni di italiani che hanno cenato fuori e dentro casa. Esatto, anche dentro casa. Dato indicativo per capire che tanta gente ha scelto un salotto, una terrazza, un loft, un attico, un casale o un semplice appartamento , proprio o altrui, per trascorrere la magica serata con il partner.

E’ stato infatti registrato un significativo boom dei San Valentino “in casa” poiché in tanti hanno scelto l’accattivante e sempre più presente alternativa degli home restaurant, che nella media risultano ,recensioni alla mano, una scelta più esclusiva e più qualitativa dei già tanti e numerosi ristoranti su strada. Altri invece hanno preferito invertire le location , optando per la sempre più gettonata scelta di far venire a casa propria uno chef a domicilio, garantendosi la discrezione e l’unicità che una solo vera coppia di innamorati vuole o si aspetta soprattutto in questa ricorrenza. E’ proprio questa, quella dello chef in casa, risulta essere una figura chiave nel panorama ristorativo italiano che sta avendo sempre più riscontro e successo.

Tante possibilità e altrettante scelte quindi per passare anche quest’anno una festa degli innamorati sorprendente e originale.
I dati forniti per eventi come quello di San Valentino ci mostrano come, alla famigerata crisi, tanti italiani stiano reagendo con stile, coraggio e personalità, cimentandosi in settori dinamici e innovativi e dando vita a un bagaglio di talento e cultura che col passare degli anni, nel nostro paese, rischiavamo di perdere e dimenticare. Gli anni difficili che ci hanno accompagnato fino a questo 2018 ci hanno comunque fatto rispondere in modo positivo ai tanti disagi economici, sia come clienti e amanti della buona cucina che come lavoratori di settore, trovando alternative non di ripiego, ma bensì di qualità a un malessere economico che abbiamo preferito cavalcare piuttosto che subire. Ma se finalmente qualcosa per la nostra cucina, per le nostre tradizioni e per la nostra cultura sta cambiando in positivo, il merito va dato anche a un utilizzo finalmente costruttivo e consapevole dei nostri strumenti social che, usati con criterio e genuina voglia di fare, permettono alla gente di vivere meglio trovando lavoro o alzando la qualità dei loro momenti speciali come appunto quello di oggi.

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