Home restaurant – lavoro e futuro grazie alla propria casa

L’ultimo triennio ha visto ed enunciato una notevole crescita economica del settore turistico alberghiero e della sua domanda, nonché di quello enogastronomico. L’ Italia, non a caso, è tra le prime tre migliori località in assoluto dove si consiglia viaggiare nell’anno 2018, nonché prima scelta di un turista su 4 al mondo. E domanda chiama offerta, questo si è sempre saputo; meglio ancora poi, se quell’offerta , alla stregua della televisione satellitare, si è suddivisa in più “ canali” , ha preso più forme e ha coltivato la nascita di più esperienze tutte legate comunque alle loro medesime matrici (il turismo , l’enogastronomia, l’arte ecc ) .Non è un caso che, come avvenne all’inizio degli anni 2000 con l’esploit dei b&b ,arrivati con energia e vigore al fianco della proposta di hotel e motel, la medesima cosa sta avvenendo oggi con gli home restaurant nei confronti dei ristoranti, di tavole calde e di osterie . Ovviamente, tutte queste formule, con un idea chiara di business e vera passione, sono percorribili e virtuose, perché meritano il rispetto della passione e del duro lavoro che ci si mette dietro.Questa moltiplicazione dell’offerta è solo indice di sana crescita e sviluppo economico.Stiamo comunque altresì andando a parlare di futuro, di “possibilità”, di nuove frontiere e nuove esperienze che entrano in gioco nel momento in cui si decide di cavalcare determinati fenomeni e il loro potenziale, sintomo spesso, di grandi rivoluzioni. Nell’era digitale, il dinamismo che ci circonda sta dando vita a percorsi meravigliosi, dando alla gente possibilità prima impensabili. L’home restaurant che del social eating ne è il palcoscenico quindi il suo posto principale, racchiude in se potenzialità ancora (nel panorama italiano) poco sfruttate e comprese. Legittimo scegliere un percorso amatoriale e lavorativo “leggero” e dedicato, come altrettanto legittimo sceglierne uno imprenditoriale e impegnativo; in entrambi i casi, puntare sulle mura di casa, sembra una scommessa, dati e recensioni alla mano, vincente e perfetta. Una scelta che va a braccetto con piccoli, con medi o con grandi budget , il perché per giusto non dovremmo neppure ripeterlo ma per questa volta saremo buoni: la casa è casa e cambia da persona in persona, da esigenza a esigenza. Chi vieta quindi al ristoratore di turno di fondare il suo home restaurant mettendo a disposizione un attico, un appartamento con vista, una villa, un casale e via dicendo? E chi vieta altresì, in location più piccole (ma non per questo meno affascinanti e uniche) la medesima cosa alla casalinga in pensione, al giovane cuoco che fatica a trovare lavoro o all’appassionato enogastronomico di turno che vuole condividere la sua cucina e conoscere nuove persone? La risposta è: nessuno, o meglio, il vostro stesso esitare a incominciare. Quando parliamo di social eating , stiamo andando a toccare una componente primaria della sharing economy , perché si parla di condivisione. Parliamo di un attività che, differentemente da un ristorante o similari, muovendosi digitalmente nell’universo affollatissimo del web e materialmente dentro ogni sorta di villa, mini loft, appartamento o reggia, ma comunque , IN OGNI CASO DENTRO UNA CASA , arriva ad abbattere le spese in media e proporzionalmente del 70-80 % . Parliamo di un percorso che può essere avviato con appena due licenze e una dichiarazione di inizio attività di home restaurant. Ci basta capire questo per evitare persino di metterci a fare anche lontanamente il paragone con l’avvio di un locale pubblico bisognoso di un insormontabile quantità di permessi, dichiarazioni corsi e certificazioni che spingono oltre la metà delle persone a vivere tra mille difficoltà e nel peggiore dei casi, gettare la spugna prima della scadenza del primo anno di avvio. Questa realtà , racchiusa nel potenziale delle mura di casa non solo servirà a tanti per farsi conoscere, coltivare le proprie passioni e condividere i propri spazi, ma spronerà molti a dedicarsi anima e cuore a un lavoro che li rende padroni di se stessi ed economicamente tranquilli. Le possibilità sono molte e assecondano praticamente tutte le esigenze, sta essenzialmente all’estro, alla fantasia e alla passione degli Italiani legittimare questo futuro sempre più presente.

Author: Gaetano