La cultura enogastronomica in Italia è tante cose: tradizione, cura, esperienza e soprattutto tanta passione. Eppure è diventato un universo sempre più concreto e in espansione solo in età contemporanea. La risposta la troviamo nel concetto primario di comunicazione perché questo scambio e questo mercato alimentare si legittima storicamente  con l’inizio del processo di industrializzazione che abbiamo nell’800 cominciando a spostarci sempre più velocemente, e prosegue, con altrettanto dinamismo, nel XX secolo fino ai nostri anni, dove questi processi hanno toccato ovviamente la comunicazione a distanza. Con l’avvento dei nuovi media, destinati a diventare in un batter di anni strumenti “mass”, raggiungendo l’esperienza di chiunque appunto, l’enogastronomia si consacra ,a livello internazionale, nei mercati di ogni angolo del mondo. Ed eccoci quindi nel 2018, saturi di velocità e comunicazione, ma dentro la nostra bella Italia che, in tema di storia e cultura enogastronomica, non è seconda a nessun paese sia a livello europeo che internazionale. In quanti, poco prima o durante gli anni di una crisi (2008) che oscurava l’immaginario collettivo di un intera nazione , avrebbero scommesso sul fatto che la prima cura, di quella nazione, fosse la storia stessa?? Ebbene si, a dieci anni di distanza da quella tremenda “esplosione” oggi ne siamo più che certi: il 70% del destino economico della nostra terra, da qui ai prossimi decenni, è in mano al settore turistico che appunto a quella storia , deve la sua forza, la sua continua e sempre più ampia vitalità. Solo un caso? In verità l’Italia ha la sua vera forza nelle differenze: come la multiculturalità dei luoghi, o nelle migliaia di sfaccettature sociali , nelle centinaia di tradizioni, nei dialetti, nelle sapienze dedicate all’universo dell’artigianato e cosi via. E’ l’interesse per tutto questo che muove ogni anno la passione , la voglia o la curiosità di tantissimi che vogliono venire in Italia a vedere chi siamo. Il settore enogastronomico – alimentare  come quello alberghiero hanno una grandissima “responsabilità” perchè sono destinati a raccogliere sempre di più in futuro l’eredità economica di tutto questo straordinario universo italiano che ogni anno attira a sè milioni e milioni di persone che grazie ad internet hanno quasi tutte le idee chiare e determinate località in mente da raggiungere e visitare . Le nostre istituzioni in primis dovrebbero prendere ancora più consapevolezza di questo fenomeno che ci può, ci deve salvare e tornare a primeggiare e dire la nostra anche in altri settori. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dovrebbe avere un ruolo chiave e centrale nella nostra strategia tanto di politica interna quanto estera, perché no, collaborando proprio in piena sincronia con quello degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Su queste basi anche la disoccupazione stessa potrebbe ritrovarsi un giorno a contare come escluso dal mondo del lavoro solo chi non ne ha bisogno e vive di rendite o chi non può “faticare” per impedimenti psico – attitudinali. Un giorno forse, fino ad allora c’è tanto da fare e molto da offrire. Lo sanno bene tantissimi ristoratori che, grazie al web ed alcune piattaforme digitali, sono sbocciati o si sono reinventati e hanno trovato nuove forme di economia e occupazione, basti pensare alla galassia del social eating con gli home restaurant e all’affermarsi di figure nuove come gli chef a domicilio, una formula che sta cominciando ad associarsi anche al business dei b&b e delle case vacanza che ora possono tranquillamente ricevere turisti e servire loro le nostre eccellenze culinarie con pranzi e cene. Ci sono piattaforme come  homerestauranthotel.it per esempio che mettono a disposizione dei loro utenti tutte queste formule associate o separate, il web è pieno di possibilità e novità per iniziare un vero e proprio lavoro. Basti pensare a quanti proprietari di b&b possono incrementare la loro offerta con l’enogastronomia o a quanti giovani cuochi, con difficoltà di inserimento nel settore di competenza, possono organizzare il loro business con pochi clic ma tanta determinazione. Il futuro, almeno in larga parte, è nelle mani di noi albergatori e ristoratori; a suggerircelo non devono essere solo i dati ma anche la presa consapevolezza della nostra storia e delle nostre culture, quindi del nostro potenziale futuro.

Author: Gaetano