La World Food Travel Association e l’Università di Bergamo hanno collaborato insieme, attraverso uno studio di mesi, a stendere un Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, con il patrocinio di Feder culture, Touring Club, The Fork-Trip Advisor e altre associazioni. Tale rapporto mette in evidenza come il primo turista della nostra Italia sia da considerarsi essenzialmente (o nel 90% dei casi) un turista enogastronomico, che deve quindi la sua visita e la sua presenza nel bel paese, oltre che per i già noti motivi culturali e paesaggistici , a fattori e a prodotti che felicemente toccano e allietano il suo palato. A sottolineare gli approfondimenti di questo rapporto sul turismo enogastronomico italiano e quindi le caratteristiche di questa consolidata “razza di turista” è una delle responsabili, docente nonché direttore scientifico del progetto “east lomabardy, Roberta Garibaldiche parla di un “..turista acculturato” ,informato su ciò che cerca e desidera assaggiare “..con maggiore critica e capacità verso la spesa.. che cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e di contatto con la cultura di un territorio”. La professoressa Garibaldi è convinta che occorre puntare sulla combinazione di food con arte e turismo per arrivare a parlare finalmente di innovazione, perché il tema “food” è entrato con forza e prepotenza tra i trand del turismo e noi, fino a prova contraria possiamo consolidarci come prima eccellenza mondiale in questo potente connubio. Non dimenticando mai di essere una delle migliori e variegate cucine al mondo, per la nostra posizione geografica e la varietà del nostro patrimonio agrario e ,di conseguenza, rammentare a noi stessi l’appeal di cui la cucina italiana gode e godrà negli anni a seguire.
Del resto è significativo come i risultati delle nazioni che hanno deciso di puntare forte sul turismo enogastronomico mostrano come la loro decisione è risultata più che giusta. E il caso più palese ne è forse l’Australia che grazie a un iniziativa avviata nel 2013 dall’ente turistico Tourism Australia ha avviato una strategia fondata sulla promozione del paese come metà enogastronomica. Dopo un anno la spesa in alimentari e bevande si è impennata del 25% arrivando a un giro di oltre 1 miliardo di dollari e portando l’Australia sesta nella classifica mondiale delle nazioni scelte per esperienze enogastronomiche.  “L’interesse verso la spesa enogastronomica è in forte aumento tra i turisti , ma per la crescita futura è necessario sviluppare azioni organiche e iniziative tra le realtà turistiche e quelle del mondo enogastronomico” spiega ancora la professoressa. Un chiaro segnale dunque per i tanti operatori del settore che devono al meglio cogliere quest’onda dinamica e positiva in chiave economica e lavorativa .