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Visto il forte dibattito che si è sollevato negli ultimi giorni sulla materia degli Home Restaurant e le numerose dichiarazioni mendaci sulla attività, rispondiamo alle ultime accuse mosse al comparto con questo comunicato.

In data odierna, apprendiamo da Il Cuoio in Diretta le ultime dichiarazioni dell‘amministrazione comunale di Montopoli.

In particolare, l’assessore alle attività produttive Valerio Martinelli, in concerto con il sindaco Giovanni Capecchi, ha rilasciato diverse affermazioni tra cui la seguente:

“Facendo riferimento alla sentenza … si profilano elementi di concorrenza sleale: sembrerebbe bastare dichiararsi home restaurant per aprire un’attività di somministrazione, che pure si fa pubblicità e fa offerte al pubblico, evitando oneri di comunicazione e controllo. Da parte nostra sentiamo la necessità di tutelare la legalità e le attività che sostengono dei costi per garantire le fondamentali condizioni igienico sanitarie e che si impegnano per seguire le regolari procedure”.

Valerio Martinelli

Tali dichiarazioni, oltre a costituire falso per le ragioni che seguono, saranno oggetto di un nostro esposto presso l’Autorità Giudiziaria competente.

Infatti come chiaramente espresso dall’Autorità Garante della Concorrenza e dei Mercati già nel 2017 in occasione della bocciatura dei progetti di legge sull’Home Restaurant (n. 3258 del 28/07/2015 e n. 3337-3725-3807), NON SI PUO’ PARLARE DI HOME RESTAURANT COME ATTIVITA’ DI CONCORRENZA SLEALE PER LA RISTORAZIONE CLASSICA.

Difatti il legislatore nel 2017, con il citato DDL, ha provato a introdurre prescrizioni all’attività di Home Restaurant come quelle che il Comune di Montopoli si auspica vengano adottate grazie al suo appello.

L’AGCM ha chiaramente espresso il seguente concetto:

“L’insieme dei vincoli e delle limitazioni all’attività di home restaurant … si pone, dunque, fuori dal quadro tracciato dai principi europei della concorrenza e dal citato documento della Commissione sulla sharing economy”

ACGM

Inoltre sempre la stessa Autorità afferma:

Si “auspica che, al fine di superare i profili discriminatori e restrittivi (subiti dal comparto Home Restaurant) i rilievi sopra svolti siano tenuti in adeguata considerazione in occasione del prosieguo dell’iter legislativo sul DDL in questione nonché in occasione dell’emanazione del Decreto ministeriale che dovrà definire le modalità di controllo dell’attività degli operatori.

ACGM

Il Ministero dell’Interno, con Parere del 1° Febbraio 2019, recependo gli indirizzi e le sollecitazioni dell’Unione Europea ed in linea con quanto precedentemente affermato dalla ACGM, ha altresì escluso che l’Home Restaurant possa essere ricondotto alla Ristorazione classica, con conseguenze importanti per la disciplina dell’attività. 

Il Ministero difatti afferma che l’attività di Home Restaurant debba presentare caratteristiche ben individuate :

1. Lo svolgimento dell’attività in un ambiente non adibito ad esercizio pubblico

2. Il rivolgersi dell’attività ad un tipo particolare di pubblico c.d. “distinto” ossia che arriva all’Home Restaurant solo su prenotazione

3. L’occasionalità dell’attività, il che in mancanza di disposizioni precise di legge deve tradursi nel dato di 3 aperture settimanali. 

Le caratteristiche dell’attività di Home Restaurant

Sussistendo questi presupposti, l’Home Restaurant è un’attività che non soggiace alla normativa prevista per la ristorazione classica, presentando caratteristiche proprie e distinte.

In ogni caso questo non esclude che gli Home Restaurant, costituendo punti di interesse rilevanti sul territorio, siano soggetti a controllo della Autorità di Pubblica Sicurezza e NON siano “Attività Sommersa” in quanto devono essere segnalati opportunamente alla Pubblica Sicurezza con specifica dichiarazione ex art. 16 del TULPS.

Esattamente quello che Home Restaurant Hotel provvede a fare con tutti i suoi Homers iscritti.

In Conclusione Gaetano Campolo sottolinea che:

“Grazie alla tutela riconosciuta a ciascuno dall’Art. 41 della Costituzione, se un’attività economica non è ancora coperta da una fonte avente rango di Legge Ordinaria, questa situazione di vuoto normativo non si traduce automaticamente in un divieto di poter avviare tale attività. Ci sorprendiamo sempre di più di come le istituzioni perseverino in attacchi e rilascino dichiarazioni infondate toccando profili dell’attività di Home Restaurant su cui si sono già espresse chiaramente Autorità come appena quelle citate”

Gaetano Campolo, CEO Home Restaurant Hotel e amministratore GC Management S.r.l.

Author: Supporto HRH