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Clima, arte, cultura, mare, enogastronomia: tutto quanto si può sognare da una vacanza, qui diventa realtà.

“L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione?”. Così scriveva Leonardo Sciascia.

Una sintesi sublime di clima, arte, cultura, mare, enogastronomia: tutto quanto si può sognare da una vacanza, qui diventa realtà.

Decidiamo di farne un primo assaggio, partendo da un itinerario di alcuni giorni nella Sicilia sudorientale, alla scoperta del barocco della Val di Noto.

Raggiunta Catania, ci troviamo avvolti dal calore e dall’atmosfera di una città piena di vitalità e di attrattive artistiche, da esplorare a piedi. Piazza Duomo, il cuore della città, colpisce innanzitutto per la curiosa Fontana dell’Elefante su cui svetta l’obelisco egizio.

Alle sue spalle, la Cattedrale di Sant’Agata dispiega la sua imponente facciata barocca rivestita di marmo bianco che irradia luce anche di notte.

All’interno la chiesa ospita la tomba del famoso compositore d’opera siciliano, Vincenzo Bellini, catanese doc, a cui è dedicato anche il magnifico teatro cittadino.

Entusiasmante la visita al mercato del pesce, la Pescheria, aperto ogni mattina nei giorni feriali. Un’esperienza autentica, che ci riporta in un mondo quasi letterario.

Qui si tocca con mano e con il ‘naso’ il culto siciliano del pescato.

Fra urla e schiamazzi dei titolari dei banchi e dei loro avventori, ci si trova immersi fra i colori e le forme variegate di pesci spada, aragoste vive, gamberoni, acciughe… Ma attenzione alle pozzanghere miste di acqua e sangue dei pesci che vengono senza mezzi indugi ‘lavorati’ per i clienti.

Lasciata Catania ci dirigiamo a sud, verso Siracusa.

Un tuffo in un passato molto antico.

L’elegante fascino del centro storico, la rinomata Ortigia, ci rapisce.

L’isoletta di Ortigia è collegata alla moderna Siracusa da un ponte. È popolata di antichi palazzi nobiliari ma anche di testimonianze della Magna Grecia, come le colonne doriche del tempio di Apollo del VI secolo.

E poi tanto barocco ed esempi di sofisticato stile rococò

Al calare della sera, Ortigia assume sapore e colori magici. Tramonti indimenticabili sul lungomare che meritano di essere goduti a pieno in compagnia di un gustoso aperitivo.

Prima di partire visitiamo il Neapolis, il parco archeologico di Siracusa.

Con il suo teatro greco, l’anfiteatro romano, la Chiesa di San Nicolò ai Cordari e innumerevoli monumenti con secoli e secoli di storia non può che lasciare… a bocca aperta.

Eccoci di nuovo in macchina per la prossima scoperta: Noto, famosa per la sua cattedrale e i suoi palazzi barocchi, dalle architetture fastose.

La facciata della cattedrale di San Nicolò che sovrasta l’imponente scalinata è davvero spettacolare anche per il color ocra che assume sotto il sole.

Ci dirigiamo verso la costa per un bagno nella bellezza naturale dell’Oasi faunistica di Vendicari. All’interno della riserva, la sua spiaggia incontaminata, lunga e selvaggia, ci regala una pausa di relax inusuale, di fronte ad acque cristalline.

Il must: una visita a pochi passi dalla spiaggia alla Tonnara di Vendicari. Di orgini arabe, la sua struttura esterna, che oggi possiamo ammirare, è sopravvissuta a tante vicissitudini. La tonnara era dedita alla pesca di tonni e sgombri fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Una virata verso l’entroterra ci porta a Modica, testimonianza viva della grandezza del barocco siciliano. Oggi conosciuta per la produzione del cioccolato in tante varietà, di cui una delle più particolari è quella al peperoncino, una ricetta di derivazione azteca. Oltre a chiese e palazzi dai grandi ricami, Modica è ricca di tradizioni enogastronomiche assolutamente da provare.

Siamo quasi a fine della nostra vacanza, per cui partiamo per una tappa “d’obbligo” nel sudest siciliano, Scicli.

In soli 10 minuti di macchina in un affascinante paesaggio fatto di ripide pareti calcaree, chiesette e cave, la raggiungiamo. Oggi famosa per la serie del “Commissario Montalbano”, che tanto ha emozionato migliaia di telespettatori anche grazie al fascino delle sue ambientazioni. In effetti a ospitare il palazzo del commissariato nell’immaginaria cittadina di Vigata del film è proprio la sede del Comune di Scicli.

Una cittadina di origini antichissime, che ha conosciuto un suo fiorente sviluppo già in età araba e normanna passando poi per varie dominazioni. Ricostruito a fine del 1600 in seguito al devastante terremoto che ha danneggiato gran parte degli insediamenti della zona, è oggi una gemma del barocco siciliano. Da setacciare in ogni suo angolo.

Eccoci, purtroppo, alla nostra ultima tappa, Ragusa. La cittadina presenta due diversi centri cittadini, uno superiore e uno inferiore. Il quartiere più antica della città è denominato Ragusa Ibla (dai vicini monti Iblei). Ci troviamo di fronte a un vero e proprio presepe.

Nella piazza principale di Ibla rimaniamo estasiati dalla maestosità ed eleganza del Duomo di San Giorgio. Ricostruito dopo il fatidico terremoto è oggi una delle testimonianze più rappresentative e grandiose dello stile barocco in Italia.

Stradine a serpentina e scale ci conducono a un’altra bellissima chiesa posta su uno dei punti più alti di Ibla, Santa Maria delle Scale. Da qui si gode di un panorama imperdibile. Ragusa Ibla è tutta da “zigzagare” a piedi. Ovunque custodisce gioielli preziosi.

Un’ultima nota: la cucina siciliana locale ci ha coccolato e deliziato, assieme alla ospitalità delle persone. Un vero e proprio valore aggiunto del nostro soggiorno.

Scopri la cucina della tradizione e l’accoglienza siciliana nei nostri Home Restaurant della zona.

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Author: Claudia Rusconi