La cucina della Campania ed Il Consorzio Gragnano Città della Pasta fiore all’occhiello  per il Made in Italy nel mondo
Con le sue radici profonde nelle tradizioni e nei prodotti della terra e del mare, e’  piacevolmente diversificata, perché il panorama regionale abbraccia molti territori, tutti  ricchi sotto il profilo gastronomico.
Quello che certamente non  mancherà mai, sulla tavola dei vostri tour gastronomici in Campania,sarà un buon piatto di pasta!
I condimenti sono particolarmente ricchi e saporiti, spesso sono sughi di carne cotti a lungo fino a diventare densi e avvolgenti, oppure sono freschi e veloci, cucinati semplicemente facendo saltare in padella i prodotti del mare con dell’ ottimo olio extravergine di oliva.
Per ogni ricetta però,  la protagonista e’ sempre lei, la pasta. E quella di eccellente qualità, ha un buon gusto e profumo, ed e’ golosa  anche senza condimenti.
La pasta buona e’ quella che, nel processo produttivo ha conservato il suo germe di grano, vero e proprio concentrato di sostanze nutritive, e si e’ concessa tempi e sistemi di produzione lenti e tradizionali
La pasta buona e’ sempre arrivata dal sud della nostra Penisola, soprattutto dalla Campania, infatti il grano tradizionale del sud ha una qualità suoeriore, dovuta  ai terreni, al clima e alle cultivar.
E quando parliamo di qualità superiore della pasta, pensiamo soprattutto a Gragnano,  paese dalle antiche origini, che sorge in posizione panoramica tra il mare e i Monti Lattari.
Dei pastifici gragnanesi si parla la prima volta alla fine del 1500, fino al salto di qualità del 1845, quando il processo di essiccazione consente di avere una pasta a buon mercato e Ferdinando II di Borbone  riserva ai gragnanesi il l privilegio di fornire la corte di tutte le paste lunghe.
Dopo il boom, dei 100 produttori ottocenteschi,  nel 900 ne saranno  sopravissuti  una manciata, quelli che  intuirono che la salvezza e’ nella qualità
E oggi, la storia di successo dell’ “oro bianco” di Gragnano, il primo al mondo a dotarsi del marchio IGP,
prosegue trasmettendo e proteggendo valori, e con la produzione manuale dei piccoli pastifici che  compete a testa alta verso la modernità compulsiva dell’ industria.
Il Consorzio Gragnano Città della Pasta, riunisce 14 aziende produttrici, che realizzano  3500 quintali di pasta al giorno,  molta della quale esportata in tutto il mondo, con una varietà di formati, circa 50, che non hanno rivali nell’ assorbire sughi cremosi e anche salse più leggere .
I paccheri, giganti nella forma e nel gusto, sono lisci o rigati e trattengono molto bene i sughi succulenti, ma sono anche molto versatili, a adatti a preparazioni della cosiddetta cucina povera, quella che trae ispirazione dalla vita autentica delle persone, che mettono in gioco la loro creatività con quello che c’e’ in dispensa e nel frigorifero, e molto molto saporita
PACCHERI ALLO SCARPARIELLO
Per realizzare questa semplice e squisita ricetta, dovrete fare soffriggere uno spicchio d’ aglio in una pentola capace, poi, di contenere anche la pasta .
Aggiungete un po’ di peperoncino e poi unite al condimento i pomodorini tagliati a spicchi, lasciandoli cuocere a fiamma moderata, per circa 15 minuti, e con il coperchio. E già così sprigioneranno un profumino da aumentare il vostro appetito.
Cuocete la pasta al dente, scolatela bene e versatela nel tegame con i pomodorini, aggiungete parmigiano e pecorino grattugiati, e amalgamate bene tutti gli ingredienti. In ultimo aggiungete qualche fogliolina di basilico, e poi gustatevi tutto il buono della semplicità !

Author: Gaetano